Piccoli mondi. Grandi storie.
Diorami presepistici che raccontano la più grande Storia di sempre.
Dentro una piccola scatola,
un mondo intero
Il diorama mi affascina per una ragione molto semplice: permette di costruire un mondo dentro uno spazio piccolissimo.
C'è una scatola, con i suoi confini reali, e c'è ciò che lo sguardo riesce a percepire al suo interno. È proprio nello spazio tra queste due dimensioni che nasce gran parte della mia ricerca.
Prospettiva, composizione, luce, colore, architettura e figure diventano così strumenti per accompagnare l'osservatore dentro la scena e provare ad allontanare, almeno per un momento, la percezione dai limiti reali del diorama.
Ogni scena è unica.
Ogni diorama nasce da un'idea e da una ricerca progettuale. Prospettiva, composizione, luce ed espedienti percettivi mi permettono di trasformare pochi centimetri in uno spazio capace di raccontare una storia.
Ogni elemento viene studiato e realizzato a mano, dalla scenografia alla pittura delle figure. È un lavoro che richiede tempo, sperimentazione e attenzione ai dettagli. Per questo realizzo un numero limitato di diorami durante l'anno, dedicando a ciascuno il tempo necessario per renderlo unico.
Se desideri un mio diorama, puoi propormi una scena che hai immaginato oppure partire da uno dei miei lavori come fonte d'ispirazione. Valuterò la proposta e, se sarà possibile realizzarla, potremo approfondire insieme le caratteristiche dell'opera, il preventivo e il primo periodo di lavorazione disponibile.
Hai immaginato una scena?
Il processo creativo.
Dietro il Colibrì
Sono Roberto, vivo in Sardegna, dove divido le mie giornate tra famiglia, figli, lavoro e una passione che negli anni ha occupato uno spazio sempre più importante: creare diorami.
Intercettare lo sguardo.
Ogni scena nasce anche da una domanda molto precisa: dove andrà per prima l'attenzione di chi guarda?
Per questo la composizione ha un ruolo centrale. Le linee, i volumi, le aperture, i piani e i contrasti di luce non servono soltanto a costruire un ambiente, ma a guidare lo sguardo, rallentarlo, accompagnarlo, talvolta persino sorprenderlo.
È un modo di pensare la scena che deriva molto anche dalla messa in scena teatrale: ciò che si mostra, ciò che si suggerisce e ciò che si lascia scoprire poco alla volta fanno tutti parte dello stesso racconto visivo.
Una soglia da attraversare.
Mi piace pensare al boccascena quasi come a una soglia.
Fuori rimane l'ambiente che ci circonda. Dentro, invece, si apre uno spazio altro, raccolto, nel quale lo sguardo può entrare con più calma. Il diorama, in questo senso, non è soltanto qualcosa da osservare, ma un piccolo luogo in cui soffermarsi.
Quello che cerco è proprio questa immersione: la possibilità che, attraverso un'apertura e pochi centimetri di profondità, si crei una connessione tra chi guarda e ciò che la scena racconta.
Lasciare spazio alla storia.
In fondo, tutto il lavoro va in questa direzione: lasciare che la scena possa parlare con una voce propria.
Può esserci stupore, tenerezza, curiosità, raccoglimento. A volte una scena colpisce per un dettaglio, altre per la luce, altre ancora per un equilibrio che si percepisce prima ancora di essere compreso.
Non so mai esattamente quale sarà la reazione di chi osserva un diorama, ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti.
Dentro una scatola ci sono pochi centimetri di spazio. Tutto il resto lo costruisce lo sguardo di chi osserva.
Una storia da raccontare. Un diorama tutto tuo.
Se desideri un'opera realizzata da me, raccontami la scena che immagini.
Gli amici del Colibrì
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